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carnevale a Novi
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Carnevale a Novi

domenica 2 marzo 2003 ore 14.30 sfilata dei carri
domenica 2 marzo 2003 ore 16.30 tradizionale discorso delle maschere locali
L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE RILANCIA IL CARNEVALE A NOVI
Il 2 marzo tutti in piazza, c'è il
Carnevale! ... e che Carnevale!
Finalmente i novesi, vecchi e nuovi, potranno assistere, come un tempo, alla festosa e variegata sfilata del carri allegorici, in un tripudio di colori, quelli presi a prestito dallo stemma del Comune.
Partita un po' in sordina, la macchina organizzativa, tra dubbi ed esitazioni dei genitori coinvolti, frenati forse dalla titubanza degli stessi bambini, che finora non hanno provato l'emozione di travestirsi e di salire su un carro mascherato, assistiamo ora, con piacere e soddisfazione, al crescente e partecipe  i n t e r e s s e d e l l a g e n t e a l l a manifestazione. Anche chi era inizialmente scettico si è ritrovato coinvolto, più o meno attivamente, nell'allestimento del carri o nella preparazione dei costumi e, più in generale, nell'atmosfera festaiola che pervade le scuole.
I carri, ispirati ad un tema comune - lo stemma del paese- rappresentano, in realtà
un'esplosione di forme e di colori, giacché il nostro gonfalone riporta al suo interno ben 9 tinte: il giallo, il verde, l'arancione, il blu, il rosso, il bianco, il viola, il nero ed il rosa. In un piacevole gioco di abbinamenti, ogni classe o sezione delle scuole d'infanzia, elementari e dell'asilo nido, affiancata da una delle associazioni del volontariato locale (Arci Ghiottone, Arci Taverna, Circolo Naturalistico Novese, Com.orga . "Memorial Monia Franciosi", Giovani Novesi Uniti, Gruppo Trattoristi e U.S.Novese) che contribuiscono attivamente alla realizzazione del carro e del costumi, ha adottato uno del 9 colori, sviluppando un tema a piacere. Anche la scuola media sarà rappresentata dai suoi alunni, che parteciperanno con gruppi a piedi.
Altre Associazioni aderiranno, avario titolo, al Carnevale: la Filarmonica
musica, i carri in sfilata; il Coro delle Mondine, Chernobyl e Saharawi offriranno le frappe; Aneser e Butasù rallegreranno la piazza con giochi per i bambini, mentre i grandi potranno divertirsi con i discorsi semiseri del Brangugnaun e la Pepa, le due storiche maschere novesi.
A proposito di associazioni vogliamo ricordarne due, l’Arci Taverna e l'AU.SER. che, in pieno spirito di collaborazione con il paese, hanno contribuito alla manifestazione con una sostanziosa offerta.
Al di là della buona riuscita del Carnevale, che a Novi è da sempre festa dei bambini, l’Amministrazione Comunale crede che l'essere riusciti a coinvolgere tante famiglie ed il mondo dell'associazionismo in questo comune progetto, rappresenti di per sé, un importante successo in termini di aggregazione del nostro paese.
il carnevale a Novi nel secolo scorso il carnevale a Novi nel secolo scorso
il carro dei
                        12 mesi - 1957
il carro dei 12 mesi - 1957
il gruppo mascherato della “Famiglia pavironica”, con relativo “sproloquio” di Sandrone, Polonia e Sgorghìguelo, tenuto alla fine sul piazzale della chiesa. Dal 1960 alle sfilate prese parte anche la Filarmonica Novese.
Se la ripresa di manifestazioni carnevalesche avvenne nel dopoguerra in ambito parrocchiale, questa tradizione trovò in seguito una continuazione in ambito cittadino per l'iniziativa di piccoli gruppi di volonterosi, che di anno in anno ha avuto un crescendo di sviluppo, così che per qualche anno, fino al 1966,il paese ha avuto due corsi carnevaleschi.
Nel 1961, infatti, per conto dell'organizzazione politica del P.C.I. (partito comunista italiano) di Novi, si organizzò un corso di carri in maschera, detto popolarmente “Carnevale dell'Arena”. Così, ricordando le grottesche vicende di Peppone e Don Camillo, a Novi per alcuni anni si tennero due Carnevali: quello “del prete” e quello “del partito”.
Con alterne vicende, tra il farsi e il non farsi, negli anni dal 1970 al 2000, è poi proseguita la consuetudine delle sfilate dei carri e di gruppi mascherati, tempo e organizzazione permettendo per l'ultima domenica di Carnevale o per una domenica successiva, accentuando per un certo numero di anni la caratteristica della partecipazione delle scolaresche, specialmente delle scuole materne ed elementari, con presenza delle medie, coinvolgendo in tal modo l'impegno dei genitori nell'allestimento dei carri e nella preparazione dei costumi.
Stelio Gherardi (Gruppo Storico Novese)
Non si hanno notizie che a Novi, prima della Grande Guerra (1915/18), si siano svolte manifestazioni di sfilate carnevalesche in costume lungo le vie del nostro paese. Nel periodo di Carnevale è noto invece che fino dai primi anni del Novecento si svolsero i “Veglioni di Carnevale”, organizzati dal Patronato Scolastico, che si tenevano presso sale private o le aule delle vecchie scuole elementari in centro paese (il Teatro Sociale ancora non c’era).
La Prima Guerra Mondiale e la crisi successiva interruppero ogni velleità carnevalesca, ma la voglia di vivere, il bisogno di dimenticare stenti ed angustie, il desiderio di socializzare, la diffusione dei primi mezzi di riproduzione musicale, contribuirono a creare un clima di grande fermento.
Si andarono così formando numerosi club (“Rudèla”, “Secchio”, “Malavita”…) e orchestrine di gruppi di giovani (e anche non più giovani), che andavano a gara per proporre serate danzanti.
Basti pensare che in soli tre anni, dal 1919 al 1921,sono testimoniate ben 73 “Veglie danzanti”, “Veglioni” e “Veglionissimi” presso case private, salette o saloni disponibili in quegli anni.
In questa atmosfera, a partire dagli anni Venti del secolo scorso (e per una decina d'anni,per quanto si sa), le vie di Novi furono protagoniste di varie sfilate di carri allegorici, nel periodo del Carnevale.
Nel libro “NOVI E I NOVESI”, al capitolo “Gruppi e avvenimenti da ricordare”, sono presenti alcune significative immagini relative a corsi mascherati di quel periodo.
Si tratta di quattro momenti di sfilate avvenute nell’arco di un decennio, dalla metà degli anni Venti alla metà degli anni Trenta, aventi come protagonisti esclusivi gli adulti (specialmente maschi) e finalizzate a stupire soprattutto gli adulti. Al contrario delle sfilate di Carnevale dell'ultimo dopoguerra, nelle quali a organizzare e lavorare erano gli adulti, ma a sfilare erano bambini e ragazzi. Solo nelle ultime sfilate degli anni '80/'90 gli adulti hanno ripreso a partecipare, ma più con spirito folcloristico che carnevalesco.
Per quanto riguarda la ripresa nel dopoguerra dei corsi mascherati nel nostro p a e s e , n e l l ' a r c h i v i o parrocchiale di Novi risultano documentate 18 sfilate di carri allegorici carnevaleschi, svoltisi regolarmente dal 1949 al 1966 e 5 spettacoli in costume tenutisi nel Teatro Sociale, sempre in periodo di Carnevale, dal 1967 al 1971. Le sfilate, formate da carri allegorici e da gruppi mascherati a piedi, partivano dall'area parrocchiale, percorrevano variamente il centro del paese e terminavano nel piazzale delle chiesa.
Per alcuni anni ci furono dei giochi organizzati, o nella piazza in centro paese o al termine nel piazzale della chiesa (il palo della cuccagna,la corsa nei sacchi, la rottura delle pignatte,…).
In 7 edizioni di queste sfilate fu presente
Calesse del Far West - 1963
Calesse del Far West - 1963
Brangugnaun e la Pepa al Brangugnaun e la Pepa le maschere del carnevale novese
Ogni città ha la sua maschera: Napoli ha Pulcinella, Firenze ha Stenterello, Torino ha Gianduia, Venezia ha Pantalone, Bologna ha Balanzone, Modena ha Sandrone… e Novi ha “al Brangugnaun e la Pepa.”
Machi sono le due maschere novesi?
Al Brangugnaun è un contadino nostrano, con tabarro, abito scuro, gilè, fazzoletto rosso al collo, un enorme cappellaccio di paglia in testa, porta una sporta con aglio, cipolle e ortaggi in genere e fuma un puzzolente sigaro. È di statura media, sufficientemente in carne, con una bella faccia rotonda e sanguigna.
I suoi modi sono propri della gente novese: semplice, genuina, socievole e alla mano, però poco concludente nelle cose, un po' brontolona ma di un’ironia pungente.
La Pepa è la consorte del Brangugnaun, da lui bonariamente denominata “la mulà dla Saraca”: zitella avanti negli anni, originaria della “Saraca”, casa della Valle Bassa così detta per l'emblema di un pesce sulla porta d'ingresso.
“Ciunta e rubiconda, tutt i an l'agh mett du chilò”, i suoi modi di fare tendono poco all'urbano, nonostante l'abbigliamento si sia fortemente raffinato negli ultimi tempi.
Permalosa, di poche ma efficaci parole, non ama sentirsi toccare nel vivo : “ognun sà ad cà sua” è il suo motto.
Non ha simpatia per le femministe, ma ci tiene a dire la sua: è brava nelle faccende di casa e, come dice il marito, “quando è stanca capisce che si deve fermare.”

LA CRONISTORIA
"al Brangugnaun.....

Delle due maschere è la più antica. La prima volta fu il Carnevale del 1962.
I sostenitori del Branguganun andarono a prenderlo in macchina alla “Culgrana”, vicino al Bar Dogana di Moglia, e lo portarono a Novi, per il “Battesimo della Piazza”. Fece il suo ingresso a cavallo di una pesante bicicletta, in mezzo all’entusiasmo generale: era fatta!
Perché nessuno potesse riconoscerlo, portava sulla testa un enorme mascherone di cartapesta: lui stesso ci disse che anche la moglie non lo aveva riconosciuto dalla voce, ma dalla mano, perché mentre le passava vicino l’aveva sfiorata con una mano.
Poi, proprio perché i novesi “tengono come un cavagnotto”, si venne a sapere che era Torino Gilioli, compianto maestro della banda musicale cittadina, a quei tempi gestore del Bar Dogana.
L’anno successivo, invece di partire dalla Culgrana, si aggregò direttamente alla sfilata dei carri del “Carnevale del partito”, che iniziava dall’Arena: era vestito da contadino nostrano, perché ormai non aveva niente da nascondere.
Fu fatto solo per due anni: i suoi discorsi divertenti e critici, dei quali non è rimasta traccia, strapparono gli applausi convinti della gente e lo fecero ben presto entrare nel cuore di tutti i novesi.
Torino Gilioli ci confidò che i discorsi li preparava da solo, non li faceva vedere a nessuno perché aveva paura che glieli censurassero. I suoi discorsi non venivano stesi compiutamente, ma consistevano in una serie di appunti sui quali, per la nota facilità di parola, Torino improvvisava le sue argomentazioni, per la gioia di chi stava ad ascoltarlo sulla piazza.
Nel 1963 la maschera si ritirò. Di lì a poco cessarono i Carnevali, le sfilate in maschera, le feste di piazza.
Sarebbe dovuto arrivare il 5 febbraio 1978, quando “al Brangugnaun” ricomparve sul “balcoun dla Comuna” per tenere di nuovo il tradizionale discorso alla piazza.
Per l'occasione la maschera era impersonificata dal maestro Luigi Ferrari.
E lo è tuttora.

Brangugnaun e la Pepa

 

....e la Pepa"


Maschera molto più recente. Il suo esordio avvenne nel 1982, a bordo di un sidecar, mezzo motorizzato con il quale assieme al Brangugnaun entrò trionfalmente nella piazza di Novi.
La Pepa fu inventata per dare una consorte al Brangugnaun, prendendo come modello la famiglia pavironica modenese, con Sandrone e la Pulonia.
Altro motivo, non trascurabile, fu quello di dare “una spalla” al Brangugnaun, così da recitare il tradizionale discorso a due voci, affinché fosse più brillante e piacevole all’ascolto.
Per rendere più forte la caricatura della Pepa, si pensò di farla interpretare da un uomo.
Presto detto e fatto: era il ragionier Onelio Capiluppi. Ancor oggi, per tutti i novesi, Onelio è la Pepa.

dal balcone di casa nostra, dalle finestre dell'ufficio,
dal campanile della chiesa, dal pennone del municipio...
finché non sarà scongiurata la minaccia della guerra
pace da tutti i balconi
Brangugnaun

Negli anni che vanno dal 1950 al 1960, esisteva già una maschera del Carnevale novese, più precisamente del “Carnevale del prete.”
Era Sandrone, membro della famiglia pavironica modenese, a Novi impersonificato da Raffaele Casoli, figlio del mai dimenticato dottor Casoli.
I l “ C a r n e v a l e d e l  p a r t  i  t  o ” , manifestazione sorta nel 1961, soffriva di questa mancanza.
Gli organizzatori ci pensarono, tra incertezze e timori di fare un doppione, e decisero di dar vita ad una  maschera che fosse proprio

LE VERE ORIGINI DEL BRANGUGNAUN
e solo novese. Come chiamarla?
Non era un problema, in mezzo all’abbondanza di soprannomi dialettali novesi (scutmai).
La scelta finale si strinse attorno a due soli nomi: Tuliraun e Brangugnaun. P r o p r i o p e r c h é d i s c u s s e r o animatamente e perché si doveva fare “una brangugnata” (brontolata) dal balcone del Municipio, per forza di cose si scelse il nome Brangugnaun.
Per la cronaca è da notare che Tuliraun è il soprannome di un personaggio novese realmente esistito, un po' stravagante, un certo Baraldi che abitava nel “ghetto” (gruppo di case a sinistra, all’inizio di Via Gazzoli), all’inizio del secolo scorso.
Si racconta che Tuliraun abbia partecipato ad un Carnevale del paese, con un vestito fatto completamente con foglie di granoturco.
La giuria gli assegnò un premio speciale “per scampato pericolo, perché avrebbe potuto facilmente prendere fuoco!”
Il nome Brangugnaun non si identifica con nessun personaggio realmente esistito, ma si riferisce ad un atteggiamento verbale tipico novese, quello di brontolare, di “brangugnare” appunto.
I suoi inventori furono Torino Gilioli, Silvio Allegretti e Achille Losi.

Le informazioni sono tratte da:
-ALFILOSS - Numero unico
Febbraio 1981 -
ALFILOSS - Supplemento al n°10
NEL BEL MEZZO DI UN GELIDO INVERNO
commedia teatrale,
tratta dall'omonimo film di
Kenneth Branagh
a cura dell'associazione
“Quelli del '29”
regia: Paolo Di Nita

INGRESSO GRATUITO
RASSEGNA DI CONCERTI

“Adesso me la sento ” è la manifestazione musicale che la Società Filarmonica e il Comune di Novi presentano per il secondo anno, nell’intento di farne un appuntamento fisso. Quattro serate che si terranno nel mese di aprile fra la Sala Civica di Novi e il Cinema Lux di Rovereto.
Un modo piacevole per conoscere diversi generi musicali. Cinema Lux di Rovereto.

adesso me la sento...
Mercoledì 9 aprile ore 21,00
Cinema Lux di Rovereto
CONCERTO dei “THEBLUESMAN ” (musica blues)

Mercoledì 16 aprile ore 21,00
Sala Civica di Novi
CONCERTO dei “52ND STREET ” (musica jazz)

Mercoledì 23 aprile ore 21,00
Cinema Lux di Rovereto
CONCERTO DANTE TORRICELLI (musica leggera)

Mercoledì 30 aprile ore 21,00 CONCERTO DI  PRIMAVERA della
FILARMONICA NOVESE
Brangugnaun e la Pepa
Brangugnaun e la Pepa
L’UDI con il patrocinio del Comune propone un divertente spettacolo: racconta di una compagnia amatoriale di attori che prova a mettere in scena in una chiesa s c o n s a c r a t a l ' A m l e t o d i Shakespeare. I tre attori e le sette attrici non hanno però le qualità per farlo, per cui cominciano un'ironica odissea di prove. Al centro di tutto questo, c'è una donna esuberante: l'agente teatrale che coordina i lavori.
Novi di Modena - Rovereto sul Secchia - Sant'Antonio in Mercadello
Municipio - Cap 41016 - Piazza 1° Maggio, 26 - tel. 059 6789111 - fax 059 6789290
 
ultimo aggiornamento: 26 aprile 2004 - 18.00 pm